T.O.E. Art Market supports artists and galleries all over the world. Discover the artworks

Questioni di visione - T.O.E. Art Market

T.O.E. Art Market, the new online marketplace to buy and sell art, find the original paintings, fine art photographs, and drawings such as a museum of modern art and contemporary art. T.O.E. Art Market will allow you to enter directly into the modern art and contemporary art market through a vast worldwide network of Artists, Buyers, Art Lovers, Art Advisors, Art Dealers, and Galleries. T.O.E Art Market is the best place to see artworks and art for sale online.

Original Art for sale | NEW CREAM

“Questioni di visione” curated by Paolo Batoni
Questioni di visione
Sono lieto di darvi il benvenuto alla quinta edizione di Lucca Art Fair, quest’anno per la prima volta in versione interamente digitale. Mettere in scena l’arte contemporanea su una piattaforma digitale è sicuramente una sfida ai suoi limiti, ma è un percorso ormai irreversibile che ci accompagnerà nei prossimi anni in una evoluzione e contaminazione degli spazi espositivi. Del resto, le trasformazioni oggi in atto possono apparire senza precedenti, ma se le consideriamo in un più ampio arco temporale anche molti periodi del passato hanno registrato sensazionali cambiamenti nel mondo del visibile. Essere qui davanti al proprio schermo del Pc di fronte a decine di immagini di opere, evoca una speciale forma di collezione, la cosiddetta Quadreria, dove il risultato è la ri-contestualizzazione di immagini che differiscono per provenienza, per stile e per messaggio, in una nuova combinazione fatta di giustapposizioni e di incastonature. L’apparente caoticità delle immagini presenti sulla parete/schermo è solo apparente, pronta a svelarci accostamenti e rimandi. Oppure, volendo parafrasare il titolo di un’opera di uno dei più importanti artisti del secolo passato, ci troviamo di fronte ad un diverso modo, sicuramente complementare, di intendere gli spazi espositivi, la collocazione delle opere, la loro fruizione e il loro mercato: una “foire-en-valise”, potremmo riassumere. Ed è in questo contesto, giustamente “polytically incorrect”, che le gallerie di Lucca Art Fair hanno voluto proporre oltre mille opere su questa piattaforma, portandomi a scegliere novantatre lavori, a mio parere, degni di essere inseriti nella propria, nuova o esistente, collezione. Come non iniziare questo percorso visivo, citando l’attualissimo dialogo tra i multipli di Bruno Munari, da lui titolati “Le macchine inutili” in quanto «non producevano beni di consumo materiale, non eliminavano manodopera, non facevano aumentare il capitale» e il multiplo Wirtschaftswerte (Valori Economici) di Josefh Boys, con il suo approccio critico alla mercificazione dell’arte. Per proseguire attraverso l’opera dell’artista serbo Uros Djuric, dove la pittura si riduce alla cancellazione di qualsiasi informazione visiva superflua, rivendicando una passività indotta dal consumismo. Per poi passare, in rapida connessione, all’oggetto artistico in questo caso assemblato e realizzato con gli scarti della civiltà moderna, come simbolo di carattere ludico e dissacratorio in Enrico Baj, che si trasforma in strumento trascendentale con l’opera della giovane artista Silvia Inselvini, attraverso il suo gesto ossessivo che svolge dipanando i tessuti. Proseguo, soffermandomi con interesse, tra le connessioni e le trasformazioni in chiave pop tra l’opera di Warhol, Ladies and Gentlemen, opera di una serie che affronta le questioni socio-politiche legate all’identità (composta da ritratti di travestiti di un nightclub di New York) e le icone pop trafitte, violate, ornate di fiori e di figure geometriche del giovane artista Alessio Bruno, a monito di una società contemporanea il cui monopolio è dettato dalla dimensione emozionale. Continuando a scorrere le immagini, mi colpisce come tra le giovani generazioni di artisti, siano ricorrenti alcune tematiche, tra le quali quella dei visionari, dove la loro ottica, del tutto particolare, tende ad alterare profondamente la luce e la densità del mondo sensibile, come in Axel Straschnoy, Sarah Ciracì con “Trebbiatori Celesti” e Goran Dragas con la sua particolare visione oggettiva della realtà, per proseguire con le trasformazioni citazionistiche dei grandi maestri del passato, come nelle manipolazioni fotografche di Vladir Milanovic, le narrazioni luminose di Giuseppe Mestrangelo, la smart art di Lys o le ricerche sullo spazio di Kouzo Takeuchi, con i sui paesaggi urbani futuristici. Infine, di particolare interesse sono le ricerche rivolte alla sperimentazione dei processi operativi del linguaggio pittorico attraverso la luce e il colore, come in Horacio Garcia Rossi e Giovanni Lombardini o cinevisuali come in Pawel Wasowski. Questi sono alcuni dei molti spunti e riflessioni che questa ampia collezione mi ha suscitato, facendomi muovere avanti e indietro lungo l’asse del tempo, generando aggregazioni non sempre e non del tutto predicibili. Spero che la mia selezione abbia suscitato il vostro interesse e mi auguro che Lucca Art Fair Digital Art Weeks rappresenti per voi un meraviglioso viaggio di ricerca.

We are pleased to welcome you to the fifth edition of the Lucca Art Fair, this year held for the first time in an entirely digital version. Showcasing contemporary art on a digital platform certainly challenges its limits, but it has now become an irreversible path that will accompany us over the next few years in an evolution and contamination of exhibition spaces. The transformations taking place today can appear unprecedented, but when considered within a wider timeframe, in the past many periods have also witnessed sensational changes in the world of the visible. Being here in front of your PC screen, faced with dozens of images of works, evokes a special form of collection, the so-called Quadreria, where the result is a re-contextualization of images that differ by origin, style and message, in a new combination of juxtapositions and settings. The apparent chaotic nature of the images present on the wall/screen is only superficial since it is just waiting to reveal combinations and references. Or, to paraphrase the title of a work by one of the most important artists of the last century, we find ourselves before a different, certainly complementary, way of understanding exhibition spaces, the positioning of the works, their enjoyment and their market: we could sum it up as a “foire-en-valise”. And it is in this, rightly “politically incorrect” context that the Lucca Art Fair galleries have decided to propose over one thousand works on this platform, leading me to choose ninety-three works that, in my opinion, were worthy of being included in their own new or existing collection. What other way could this visual journey begin than by citing the very topical dialogue between the multiples of Bruno Munari that he called “The Useless Machines” because «they do not produce goods for material consumption, they do not eliminate labor, nor do they increase capital» and the Wirtschaftswerte multiple (Economic Values) of Joseph Boys, with his critical approach to the commodification of art. Then continuing through the work of the Serbian artist Uros Djuric, where painting is reduced to the cancellation of any superfluous visual information, claiming a passiveness induced by consumerism. Passing on, in rapid connection, to the artistic object, in this case assembled and realized using the rejects of modern civilization, as the symbol of the playful and profane nature of Enrico Baj, which is transformed into a transcendental instrument by the work of the young artist Silvia Inselvini, with her obsessive gestures involving the unraveling of fabrics. I proceed, dwelling with interest among the connections and transformations in a ‘pop’ key between Warhol’s work, Ladies and Gentlemen, a work taken from a series that tackles socio-political questions linked to identity (consisting of portraits of transvestites in a New York nightclub) and the pierced, violated pop icons adorned with flowers and geometrical figures by the young artist Alessio Bruno, as an admonition to a contemporary society the monopoly of which is dictated by the emotional dimension. Continuing to scroll through the images, I am struck by how, among the young generations of artists, there are some recurrent themes, including that of the visionaries, where their very particular perspective tends to deeply alter the light and density of the sensitive world, such as for Axel Straschnoy, Sarah Ciracì with “Trebbiatori Celesti” and Goran Dragas with his particular objective vision of reality, proceeding with the appropriation-like transformations of the great maestros of the past, as in the photographic manipulations of Vladir Milanovic, the luminous narrations of Giuseppe Mestrangelo, the ‘smart art’ of Lys or the research into space by Kouzo Takeuchi, with his futuristic urban landscapes. Finally, of particular interest is the research directed towards experimentation with the operational processes of pictorial language through light and color, like Horacio Garcia Rossi and Giovanni Lombardini or cinevisual like Pawel Wasowski. These are some of the many ideas and reflections that this broad collection has aroused in me, making me move backwards and forwards along a time line, generating groupings that are not always and not entirely predictable. I hope that my selection has aroused your interest and that the Lucca Art Fair Digital Art Weeks will represent a wonderful research journey for you.
Views: 2738

Share

The collection’s works