Monochrome - T.O.E. Art Market
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Original Art for sale | NEW CREAM

“Monochrome” curated by Francesca Calzà
Monochrome
La collezione intende esaminare il fenomeno della monocromia nell’arte ed esplorare le sue connessioni con le teorie cromatiche, innescando un dialogo stimolante e provocatorio su un aspetto dell’arte contemporanea che continua a suscitare interesse e critiche. Scaturisce dalla necessità di riconsiderare la nostra comprensione del colore come elemento portante dell’espressione artistica, proponendo una riflessione sulle declinazioni della monocromia nell’arte contemporanea. Monochrome vuole evidenziare il filo che unisce, a distanza di secoli, l’estetica austera dettata dai precetti di San Bernardo, che vietavano l’utilizzo del colore nelle decorazioni delle chiese, all’estremo ascetismo di Malevich, che nel primo Novecento affidava ai suoi “Quadrati neri” il messaggio di una nuova e radicale astrazione La monocromia, intesa come l’uso di un singolo colore o di diverse tonalità dello stesso colore, vanta un posto di rilievo nella storia dell’arte presenziando in ogni epoca e luogo, tuttavia con l’avvento del contemporaneo ha assunto grande rilevanza nell’ambito della sperimentazione formale e concettuale. Osservando questa rassegna sottolineeremo come gli artisti abbiano usufruito della monocromia in modi innovativi, ampliando i confini della percezione e dell’espressione artistica. Le opere presentate non si limitano ad adottare la monocromia come scelta stilistica, ma spesso la utilizzano anche come mezzo per indagare concetti complessi legati alla psicologia visiva e alla semantica cromatica, seguendo l’esempio di Robert Ryman, Yves Klein e Agnes Martin. Figure che hanno saputo sfidare le tradizionali convenzioni delle arti visive portando avanti un percorso di riduzione dell’opera d’arte all’essenziale, inseguendo la purezza formale e indagando gli aspetti sensoriali. Non bisogna farsi trarre in inganno dall’essenzialità della monocromia, le opere selezionate sono profondamente concettuali e colme di emotività. Le tinte sono un tramite per esprimere un’ampia gamma di significati e sensazioni, capaci di spingere l’osservatore a riflettere sulla natura stessa dell’arte. Iniziamo questo percorso di analisi del colore dalla scultura “Getto Rosso” di Vincenzo Bonfante, parte di una serie capace di tradurre la gestualità pittorica attraverso il mezzo scultoreo. In quest’opera è racchiusa una pratica artistica che si esprime nel movimento e nel colore, non appare quindi casuale la scelta del rosso, colore intriso di energia vitale e frenesia, che trasmette determinazione, spontaneità e coraggio. Tinta elevata a simbolo della passione e dell’amore, in questo caso per l’arte. Stilisticamente l’opera traspone in scultura la serie “Brushstrockes” di Roy Lichtenstein.
 Con un’operazione affine, Claudia Amadesi teletrasporta le istanze della scultura sulla sua “Composizione”, creando sulla tela un’alternanza di pieni e vuoti che anima il dipinto di giochi chiaroscurali come se fosse un bassorilievo marmoreo. Attraverso l’utilizzo totalizzante del bianco l’artista collega pittura e decorazione scultorea unite dalle pennellate materiche e dalla luce, implacabile modellatrice delle forme. Texture e colore sono le protagoniste degli scatti dedicati alla specie vegetali egiziane realizzati dall’artista Anna Linda Knoll, dove riduce ai minimi termini le foglie delle palme per enfatizzarne la tinta e la struttura, osservata tramite una lente di contatto in grado di svelarne l’incredibile dinamicità. Seguendo l’esempio di Rothko, il colore conquista interamente lo spazio della tela fornendo l’estrema sintesi di un intero paesaggio in “Climate Change” di Antonio Fanchi, tela facente parte di una serie dedicata alle trasformazioni che alcuni luoghi sono destinati a subire a causa dei cambiamenti climatici. L’artista osserva il fenomeno dell’innalzamento del livello del mare rappresentato attraverso l’evocazione del luogo, richiamato dal titolo dell’opera e dall’acqua, destinata un giorno ad inglobarne il paesaggio rappresentato da due tonalità di blu che, alternandosi, sono in grado di restituire tutta la profondità del mare. La stessa presenza totalizzante del colore è riscontrabile nella serie fotografia “Lo sciatore” di Paolo Calzà, nella quale la neve bianca domina la scena per immergerci in una dimensione sospesa dominata da un silenzioso innaturale, quasi mistico. Proviamo sensazioni simili di fronte al dipinto “Untitled (Guggenheim)” di Caludia Sinigaglia che, con intento critico, ripropone alcuni modelli di studio del comportamento collettivo, dei movimenti dei gruppi, attraverso una serie di disegni che ritraggono situazioni di affollamento. L’artista riduce le persone ad una serie di punti indistinguibili ed utili solo al fine di accrescere un insieme, raffigurarne la grandezza, così come nella pittura medievale si era soliti riprodurre la stessa figura ripetuta e sovrapposta per rappresentare un corteo. Comprendiamo il ruolo fondamentale del colore durante il processo percettivo solo in sua assenza. Un campo di girasoli, simbolo per eccellenza dell’allegria, dell’energia, della positività, viene privato della caratteristica tinta giallo brillante mutando in un'immagine cupa, angosciante, quasi claustrofobica. Usufruisce dell’incredibile potere comunicativo del colore anche il fotografo Flavio Di Renzo che, attraverso le sensazioni generate da un'intensa tinta verde flou, costruisce un’immagine paradossale dove il soggetto catturato in una posizione di stretching, ossia colto in un momento di stasi, appare scattante e impulsivo. Percepiamo il movimento dell’uomo in modo diverso a seconda del colore che può stravolgere un messaggio o enfatizzarlo. Come avviene nelle opere di Francesca Bonfatti (Gelidelune), nella quali le tinte rafforzano l’impeto e la passione dei ballerini ritratti durante l’atto performativo. Tendiamo ad associare la monocromia solamente all’arte astratta, si tratta di un errore di giudizio legato all’influenza del minimalismo e dell’arte concettuale. In realtà, questa scelta stilistica può essere riscontrata anche nel figurativo. Grottesche e disegni monocromi sono sempre esistiti, non stupisce quindi che anche in opere prettamente figurative, come quelle di Prisca Baccaille, venga adoperata la monocromia. Baccaille sceglie una tinta che simbolicamente si impossessa di tutta la scena affidando al colore l’atmosfera della tela: calda e rassicurante in “Lucertola»”, oppure pacata e leggermente nostalgica in “Orchidea”. In conclusione, la monocromia non può essere spiegata con una teoria che sia solo meccanica, ma al contrario trova posto nella poetica, nell’estetica o anche nella psicologia del colore. É uno strumento capace di influenzare direttamente l'anima, toccarne le corde, per dare risposta alla necessità interiori.

ENG_____
The collection aims to examine the phenomenon of monochromy in contemporary art and explore its connections with chromatic theories, triggering a stimulating and provocative dialogue on an aspect of contemporary art that continues to arouse interest and criticism. It stems from the need to reconsider our understanding of color as a fundamental element of artistic expression, proposing a reflection on the nuances of monochromy in contemporary art. Monochrome seeks to highlight the thread that connects, over the centuries, the austere aesthetic dictated by the precepts of Saint Bernard, which prohibited the use of color in church decorations, to the extreme asceticism of Malevich, who in the early twentieth century entrusted his "Black Squares" with the message of a new and radical abstraction. Monochromy, considered as the use of a single color or different shades of the same color, boasts a prominent place in art history, being present in every era and place, however, but with the advent of the contemporary it has assumed great importance in the realm of formal and conceptual experimentation. Observing this overview, we will underline how artists have used monochromy in innovative ways, expanding the boundaries of perception and artistic expression. The presented works do not simply adopt monochromy as a stylistic choice, but often use it as a means to explore complex concepts related to visual psychology and chromatic semantics, following the example of Robert Ryman, Yves Klein, and Agnes Martin. Figures who have been able to challenge the traditional conventions of visual arts by advancing a path of reducing the artwork to its essence, pursuing formal purity, and investigating sensory aspects. One should not be deceived by the essential nature of monochromy; the selected works are profoundly conceptual and filled with emotion. Colors are a means to express a wide range of meanings and sensations, capable of prompting the observer to reflect on the very nature of art. This analysis of monochromy begins with the sculpture "Getto Rosso" by Vincenzo Bonfante, part of a series capable of translating painterly gestures through sculptural means. In this work, there is an artistic practice expressed in movement and color, so the choice of red, a color imbued with vital energy and frenzy that conveys determination, spontaneity, and courage, does not seem accidental. Stylistically, the work transposes Roy Lichtenstein's "Brushstrockes" series into sculpture. With a similar operation, Claudia Amadesi transports the instances of sculpture into her "Composition", creating on the canvas an alternation of full and empty spaces that animates the painting with chiaroscuro games, as if it were a marble bas-relief. Through the total use of white, the artist connects painting and sculptural decoration united by light, the relentless modulator of forms. Texture and color are protagonists of the shots dedicated to Egyptian plant species created by the artist Anna Linda Knoll, where palm leaves are reduced to a minimum to emphasize their color and structure, observed through a contact lens capable of revealing their incredible dynamism. Following Rothko's example, color occupies the entire space of the canvas, providing the extreme synthesis of an entire landscape in "Climate Change" by Antonio Fanchi, a canvas part of a series dedicated to the transformations that some places are destined to undergo due to climate change. The artist observes the phenomenon of rising sea levels represented through the evocation of the place, recalled by the title of the work and by the water destined to engulf it, represented by two shades of blue that are able to restore the full depth of the sea. The same totalizing presence of color is found in the photographic series "The Skier" by Paolo Calzà, in which the white snow dominates the scene to transport us to a suspended dimension dominated by an unnatural and almost mystical silence. We experience similar sensations in front of the painting "Untitled (Guggenheim)", by Claudia Sinigaglia, which reproduces with a critical intent some models of studying collective behavior, group movements, through a series of drawings depicting crowded situations. The artist reduces people to a series of indistinguishable points useful only to enhance a whole, to depict its greatness, just as in medieval painting it was customary to reproduce the same repeated and overlapping figure to represent a procession. We understand the fundamental role of color during the perceptual process only in its absence. A field of sunflowers, the epitome of joy, energy, and positivity, deprived of its characteristic bright yellow hue, turns into a dark, distressing, almost claustrophobic image. The photographer Flavio Di Renzo uses the incredible communicative power of color by constructing a paradoxical scene through the sensations generated by an intense fluorescent green, where the subject captured in a stretching position (caught in a moment of stillness) appears dynamic and impulsive. We perceive human movement differently depending on the color, which can distort or emphasize a message. As happens in the works of Francesca Bonfatti (Gelidelune), in which colors reinforce the impetus and passion of the dancers portrayed during their performative act. We tend to associate monochromy solely with abstract art, which is an error in judgment linked to the influence of minimalism and conceptual art. In reality, this stylistic choice can also be found in figurative art. Monochrome grotesques and drawings have always existed, so it is not surprising that even in purely figurative works, such as those by Prisca Baccaille, monochromy is employed. Baccaille chooses a color that symbolizes the entire scene and determines its atmosphere: warm and reassuring in "Lucertola", or calm and slightly nostalgic in "Orchidea". In conclusion, monochromy cannot be explained by a theory that is purely mechanical, but on the contrary finds its place in poetics, aesthetics, or even color psychology. It is a means capable of directly influencing a soul, touching its strings, in order to respond to internal needs.
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