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BLURRED - T.O.E. Art Market

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“BLURRED” curata da Ilaria Bignotti
BLURRED
Con questa prima Collezione di opere di artisti italiani ed internazionali vorrei porre in luce la pregnanza di un termine solitamente utilizzato nell'ambito della fotografia, BLURRED, per indicare una immagine sfocata, indistinta, poco chiara nei suoi contorni; nella ricerca pittorica, il termine è stato recentemente rivolto al lavoro di Gerhard Richter, proprio per evidenziare la sua modalità di dipingere a partire da atlanti fotografici legati alle memorie della sua gioventù e a fatti storici traumatici quali la seconda guerra mondiale, sfocando i contorni ed elaborando così immagini narranti di un'epoca trascorsa e drammatica, tra latenza della memoria e profondità del ricordo, sua riemersione e negazione. Oggi, il termine BLURRED, nella sua più ampia accezione di non definito, sfuggente e imprendibile nella sua piena completezza di senso, credo che possa puntualmente descrivere non solo questa Collezione di opere, ma anche la loro relazione, diretta o indiretta, voluta o suggestiva, con la situazione sociale e culturale nella quale ci troviamo completamente immersi e che inevitabilmente si riflette e riscontra, in modo più o meno consapevole, nelle ricerche degli artisti attuali di diverse geografie culturali. BLURRED ovvero tensione e tendenza ad evadere i campi e le delimitazioni, derive e stratificazioni di colore che inondano e si sovrappongono sulla superficie, in un andirivieni che nega l'approdo e come in una flânerie del pennello e delle dita, cerca l'indeterminazione. Un modo di dipingere per provare a raccontare il presente: incertezza dei confini e del futuro, ruoli e relazioni sociali sfumate, un tempo che continua a sfuggire nelle sue dinamiche e spazi in costante ridisegno a causa della pandemia e delle sue drammatiche ripercussioni: l'arte, cartina di tornasole del presente, racconta quanto accade e intanto immagina ciò che potrebbe essere domani, sfocando la prospettiva definita e adottando l'incertezza come metodo. Lo dichiarano le opere di questa Collezione, afferenti ai linguaggi che possiamo ascrivere alla categoria dell'aniconico e dell'astrazione lirica che idealmente si avviano nelle ultime, disciolte ninfee di Monet e affondano nelle lente stesure di Rothko, passando per il pennello fluido dell'arte orientale e transitando nei dilavamenti segnici da Mario Raciti a Valentino Vago. Opere storicizzate che ispirano le ricerche delle generazioni successive: una straordinaria ricchezza di dipinti che vanno dalle divagazioni cromatiche di Paul Jenkins ai reticolati instabili di Paolo Masi, per addivenire alle ribollenti sfumature di Mihai Vrabies, alle stratificazioni celesti di Takako Ishii, ai paesaggi mutevoli di Audrius Grazys, Liviu Bulea, Djordje Stajonevic, alle partiture tremanti di Carlo Colli, alle reiterazioni infinite di Barbara Prenka: opere “blurred” di generazioni di artisti che oggi, come non mai, ci prendono per mano, portandoci nell’indistinto e nel divenire delle loro opere.

With this first Collection of Italian and international artworks, I would like to highlight the poignancy of the term BLURRED, generally used in photography to indicate a fuzzy, indistinct, unclear in its outlines image. In the pictorial research, the word has recently been referred to Gerard Richter’s work, to point out his method of painting that starts by photographic atlases linked to his youth memories and traumatic historical facts, -for example the second world war- blurring the contours and elaborating, that way, images that narrate a dramatic past era, latency and depth of memory, its re-emergence and denial. I think that today, the word BLURRED -in its broader meaning of undefined, elusive and unreachable- can precisely describe not only this Collection of artworks but also their relation, direct or indirect, intentional or suggestive, with the cultural and social situation in which we’re totally immersed and that inevitably reflects and finds, in a more or less aware way, in the research of present artists from different cultural geographies. BLURRED, or tension and trend to evade fields and boundaries, drifts and stratifications of colors that flood and overlay on the surface, in a comings and goings that deny the arrival and that, like a flânerie of the brush and fingers, looks for indetermination. A way of painting that try to tell the present: uncertainty of borders and future, fuzzy roles and social relations, a time that keeps on escaping in its dynamics and spaces constantly redrawn because of pandemic and its dramatic impacts: art, the litmus paper of the present, tell what happens and, in the meanwhile, imagine what tomorrow could be, blurring the defined perspective and adopting uncertainty as a method. The artworks of this Collection declare it, afferent to the languages that we can ascribe to the categories of the aniconic and of the lyric abstraction, that ideally start from Monet’s last dissolving nymphs and that sink in Rothko’s slow drafts, passing by the fluid brush of eastern art and transiting in the sign washouts from Mario Raciti to Valentino Vago. Historicized stories that inspire next generations’ reasearches: and extraordinary richness of paintings that go from the chromatic disgressions of Paul Jenkins to the instable grids of Paolo Masi, to come up with the boiling nuances of Mihai Vrabies, the celestial stratifications of Takako Ishii, to the changing landscapes of Audrius Grazys, Liviu Bulea, Djordje Stajonevic, to the trembling scores of Carlo Colli, to the endless reiterations: blurred artworks belonging to generations of artists that today, like never, take us by the hand, taking us to the indistinct and to the becoming of their works.
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Le opere della collezione